Wednesday, November 01, 2006

HOTEL GORILLO (02) + Altre cosette

Un ringraziamento a Terje Botosani che mi ha detto di abilitare i commenti anonimi... me n'ero scordato completamente.
Importante: mi piacerebbe mettervi a disposizione dei file audio (anche lp completi) ma non so come fare per importare nel mio Mac dei vinili. Se qualcuno ha la bontà di spiegarmelo, comincio subito!
Ecco intanto un'altra puntata delle recensioni pubblicate su NTWK.

Un caro saluto a voi, popolo delle cantine e stakanovisti della sala-prove. Eccoci arrivati al secondo appuntamento con il vostro rozzo primate recensore. La recensione degli Stayer del mese scorso ha scontentato qualcuno come era prevedibile, ma dopo qualche chiarimento in board tutto è filato liscio. E’ arrivato pure il prevedibilissimo paragone con lo Zombie Kid di “Rumore”, ma me lo sono tranquillamente lasciato alle spalle. Per l’ennesima volta vi ricordo che se avete qualche cosa da chiarire mi trovate alla Locanda del Gorilla Saggio, sempre aperta, 24 su 24. Anziché prendervela con il sottoscritto, fareste bene a dare un’occhiata ad altri recensori locali come il sig. Carlo Muscatello de “Il Piccolo”. Avete letto il suo articolo sulla serata finale della Barcolana? Solo Jovanotti e Roy Paci, dei due opener locali (Amari e Soulest Combo) nulla. Bella promozione, non c’è che dire. Bene o male, le due band girano a livello nazionale, quindi il far sapere che a Trieste succede anche qualcos’altro a parte la Casa della Musica sarebbe carino, non trovate?
Ad ogni modo, tornando ai demo se volete provare l’ebbrezza di comparire su queste pagine ed essere sottoposti al mio giudizio, quello che dovete fare è spedire il materiale a:
GORILLO
C/O NTWK – Network Caffè
P.zza San Giovanni 3
34122 Trieste
Tutti i promo/demo saranno recensiti, nessuno escluso; ma - per i tirchi in ascolto - non vi saranno restituiti.
Se non sarete d’accordo con quello che dirò, potrete andare nel mio forum e lagnarvi direttamente.

VALENTINA DORME “Capelli rame”
La veneta Fosbury Records sembra non sbagliare un colpo. Perlomeno nel far breccia nel mio cuore sepolto sotto un fitto manto di pelliccia. Ascoltando “Capelli rame” anche l’essere più rude del creato verrà rapito da folate di vento freddo, voli di corvi e foglie secche. Il vantaggio è che queste foglie non occorrerà spazzarle dal vialetto perchè si dissolveranno nei bianchi e neri sonici di chitarre-carboncino con le quali un DeAndrè trasfigurato disegna sussurri, la mano veloce che butta giù gli schizzi-base dello scorrere del tempo.
Come i migliori Massimo Volume ma con meno spigoli, addirittura forse come i My Bloody Valentine (coincidenza?) ma meno violentemente viola. Anzi, niente viola. Solo bianco, nero, e rosso. Come in certe storie di Frank Miller dove le parole non sono un optional e non si vendono al reparto saldi. Perché sono tagli rosso sangue. “Aver avuto una colt/ non averla caricata a salve/ aver avuto una colt/ le munizioni necessarie/ a invertire il finale.”
In un’Italia musicale che vede in Bugo (simpaticissimo, per l’amordiddìo, ma…) un caso eclatante, un genio, i Valentina Dorme non possono, e non devono, essere ignorati. Sono un gruppo da mettere tranquillamente accanto ai migliori La Crus e -come si diceva già- Massimo Volume.
Provate il brivido di essere anche voi tra i primi a sentirli. Fra un paio d’anni farete un figurone con gli amici. Next Big Thing a Sin City.


WAH COMPANION “Anomalie domestiche”
Vado in redazione a prendere i cd da recensire. Salgo in macchina. Ne scelgo uno a caso. Copertina verdastra con gamba in vasca da bagno. Non so perché ma mi aspetto di sentire dell’elettronica casalinga. E invece dopo un attimo arriva un rock blues parrocchiale leggermente funkato cantato in inglese da un italiano. Sembra il compitino per il saggio di fine anno. C’è traffico, e si resta fermi.
Intanto nel mio abitacolo è comparso Manuel Agnelli col suo nuovo look da John Cusack. Cioè non è veramente Manuel Agnelli. Sono sempre io che proietto mentalmente un Manuel Agnelli immaginario, un po’ tipo Edward Norton che si immagina Brad Pitt in “Fight Club”.
“Manuel, ma ce n’era bisogno?” “Oh! Mica è colpa mia… io faccio il mio. Se poi il chitarrista degli Africa Unite si mette a fare ‘ste cose che facevo già 3 anni fa, non so che dirti.” “Coosa?! Che c’entrano gli Africa?” “Eh, questo è il progetto parallelo del chitarrista degli Africa.” “Vabbè certo… adesso il chitarrista degli Africa mi fa gli Afterhours con tanto di vocina in falsetto tipo Milano Tangenziale Est…” “Milano Circonvallazione Esterna” “Eh?” “Il mio pezzo si chiama Milano Circonvallazione Esterna” “Sì sì, dai, hai capito volevo dire quello… oh! Ma pazzesco! Pensavo fosse un gruppo di ragazzini qualunque…” “No, no. Professionisti.” “Ah.” Restiamo in silenzio ad ascoltare. C’è un ingorgo pazzesco. Non ci muove di un millimetro. Ci son sempre su i Wah Companion. “Manuel?” “Sì?” “Senti, vado un secondo a prendere i sigari, se si muove qua la cosa, guida te, ok?” “Ok, prendimi delle Golia.” … Chissà che fine ha fatto la mia auto…

Marcello Corso “LID”
Se c’è qualcuno interessato a farsi dei bei soldini, legga attentamente. Qui, sig. Produttore, c’è una miniera d’oro. Roba che scotta, gliel’assicuro. Senta qua, partiamo con un pezzo un po’ in levare, un po’ ska, che sa il fatto suo, questo è un singolo sicuro. Ok, ok, bisogna metterci pure qualcuno coi controcazzi al mixer, ma si combina, non c’è problema. Qua con i suoni giusti, viene fuori una bomba. Tra l’altro, ce l’abbiamo pure unplugged, l’ho sentita qualche tempo fa, la usiamo come b-side. Senta, senta! Marcello è uno eclettico, un artista senza paraocchi, vede come ci passa dal pezzo più facile a quello un po’ più introspettivo? Rock italiano è riduttivo. Canzone d’autore sembra troppo serioso… No, il sederino in copertina non è il suo, no. Ma guardi il libretto… bel fisico vero? Atletico, aitante! Facciamo singolo + calendario adesso per Natale; poi in primavera album, così d’estate secondo singolo “Arcobaleno” e andiamo via lisci. Ma dove me la trova una voce così? Dove? Questo è un Pelù-non-Pelù! Qua c’è cuore, mi creda, grande cuore. Si faccia vivo, sig. Produttore, sarebbe un peccato lasciarselo sfuggire.
Ricapitolando: ‘a Marcè! Dacce sotto! Le canzoni ci sono, la voce pure. E non è poco. Vedi se trovi qualcuno che supervisioni il tutto, possibilmente qualcuno un po’ esterno al progetto, che riesca quindi ad essere obiettivo. Mancano i suoni ed una maniera di presentare il materiale (grafica, foto, note biografiche) che sia un po’ meno ingenua e un po’ più d’impatto. Se hai bisogno di una mano, ben volentieri. E voi, comprate un Ligabue o un Vasco tarocco in meno, e provate a sentirvi Marcello!