HOTEL GORILLO (01) - Cominciò così.
Comincio così "Hotel Gorillo", la rubrica su NTWK (giornale gratuito diffuso in Friuli Venezia-Giulia, lo dico per chi non fosse della zona) che tanti bruciori di stomaco recò a giovani (e anche meno giovani) musicisti dell'estremo Nord-Est. Me ne scuso. Io lo intendevo come un gioco, e più volte lo specificai. Ho sempre avuto presente l'impegno e lo sbattimento degli artisti, ma la tempo stesso mi sono più di una volta chiesto come alcuni mancassero totalmente di qualunque senso critico. Pensavo di aiutarli, pensavo che fosse una maniera sdrammatizzante di invitarli a riascoltarsi prima di diffondere i loro demo. Una stroncatura su NTWK fatta da un Sig. Nessuno mi pareva meglio di una serie di legnate sulla stampa nazionale. Mi sbagliavo per due motivi. Il primo è che la stampa nazionale non stronca praticamente mai nessun esordiente (l'unico che lo faceva - tale Zombie Kid su "Rumore - non mi è mai piaciuto: insultava stando nell'anonimato... cosa di pessimo gusto, a mio avviso). Il secondo è che non bisogna mai dare consigli. Ed è un vizio che nacora non sono riuscito a togliermi...
Un caro saluto a voi, popolo delle cantine e stakanovisti della sala-prove. Da questo mese, toccherà al sottoscritto scrivere delle vostre fatiche autoprodotte, delle vostre creazioni sotterranee; e quindi prima di cominciare, meglio parlarsi chiaro. Sarebbe molto semplice usare questo spazio come veicolo promozionale per me stesso, per farmi bello di fronte alla numerosa folla di musicisti delle nostre parti. Cosa mi costerebbe? Nulla. Basterebbe distribuire elogi a destra e a manca, tessere le lodi di chi con tanti sacrifici si sforza di far uscire la sua arte dal sottosuolo, e in men che non si dica potrei diventare (come già qualcuno ha detto che mi auto-definisco) il Paladino della Scena Locale. Certo. Ma probabilmente dovrei prendervi per il culo. E siccome non ho voglia di prendere per il culo nessuno, tanto meno chi si sbatte sul serio, sarò sincero. Il che significa che se il vostro cd mi farà schifo, lo dirò chiaramente; e se mi piacerà lo dirò altrettanto chiaramente. Qui non troverete LA Verità Rivelata, troverete la mia Verità, quindi prendete il tutto con una certa riserva… d’altronde, chi si fiderebbe ciecamente di uno che si chiama Gorillo?!?
Ordunque, se volete provare l’ebbrezza di comparire su queste pagine ed essere sottoposti al mio giudizio, quello che dovete fare è spedire il materiale a:
GORILLO
C/O NTWK – Network Caffè
P.zza San Giovanni 3
34122 Trieste
Tutti i promo/demo saranno recensiti, nessuno escluso; ma - per i tirchi in ascolto - non vi saranno restituiti.
Se non sarete d’accordo con quello che dirò, potrete andare nel mio forum e lagnarvi direttamente: l’indirizzo è www.orbitville.it
E ora cominciamo.
Vediamo un po’ chi sono i fortunati del mese di ottobre…
NABLA “4 tracks demo version”
L’idea mi pare quella di fondere i Tool con gli Alice in Chains, il che sarebbe per tutti impresa ardua ed infatti i risultati –ahimè, anzi ahiloro- non sono tra i più felici. Partiamo bene. Anche se la registrazione non aiuta, il primo brano centra l’obiettivo. Una sera, ritorno a casa, accendo lo stereo senza aver idea di che cd ci sia dentro, sento questo pezzo ed esclamo: “Figata! Cos’è ‘sto gruppo!?”. Un complimento spontaneo mi sale dal cuore. Bravi! Poi si va avanti, arriva il secondo brano, e le mie impressioni continuano ad essere più che positive. Vabbè… la voce è un po’ incerta, ma che ‘cce voi fa’? c’è un giro di chitarra orientaleggiante che sinuosamente fa il suo come una vipera danzatrice del ventre, e quindi si procede fiduciosi… Traccia tre. Ahi! Che succede?! Ahi Ahi Ahi! “Satie”: tribalismi percussivi molto Tool e atmosfera ipnotica da cerimoniale occulto. Il tutto funzionerebbe a meraviglia se i tamburi non perdessero colpi e ad un certo punto non si sentissero curiosi mugolii simili a quelli di un pinguino disperato con una patata nel becco! L’ultimo pezzo è una horror-trash ballad: i Nabla si trasformano in un’altra band (qualcosa come dei Timoria in acido indecisi se suonare come gli Helloween o i Puddle of Mudd), e il tutto poi risulta misteriosamente epic metal (!?). Si arriva alla fine di “Decay” basiti.
In conclusione, una band con buoni spunti che dovrebbe liberarsi del peso delle sue influenze, e chiudere cantante e batterista in cantina ad esercitarsi. Uno del gruppo ha una barba più lunga della mia! Maledetto, svelami il tuo segreto!!!
STAYER “Tragic e.p”
Non so se vi è mai capitato di andare a bere qualcosa in giro e di trovare sul bancone dei salatini di qualche anno prima. Biscottini non più croccanti, ma fiappi e cartonati. Insomma però ve li siete mangiati. Non erano proprio il massimo, ma chissenefrega. Un’esperienza simile mi è capitata ascoltando il mini-cd degli Stayer, non un promo appunto, ma un mini-cd vero e proprio con confezione digipak, grafica curata, edizione limitata. Solo che in questo metaforico caso, nei salatini c’era pure un potente narcotico. Gli Stayer suonano un noise-core alla Unsane, ma più lento, quasi sludge, plumbeo e cupo. Il problema è che non hanno un briciolo di originalità. Se a questo sommiamo il fatto che le composizioni sono dei lunghi mid-tempo privi di qualsiasi guizzo tecnico, artistico o espressivo, l’effetto è da terapia intensiva del sonno.
Ma possibile?! Un’idea? No. Melodia? No. Per forza, è noise. Ah! E’ vero. Ok allora. Ferocia? Come quella di un criceto imbizzarrito. Tiro? Come quello di un opossum da slitta. Un segnale di vita? Un segnale di… Ehi! C’è qualcuno?! Yu-huu… c’è qualcuuunooo?
Un must per tutti quelli che si divertono ad annoiarsi e/o cercano rimedi naturali all’insonnia.
AAVV “Fosbury – Primo salto”
C’è vita oltre i pantaloni ascellari di lana di Manuel Agnelli o il luna-park anni 80 dei Subsonica (con mummie Krizma incorporate)? Assolutamente sì. Ad esempio c’è un pianetino chiamato Fosbury Records dove si alloggia in comode camerette con poster degli Smiths, e dove c’è tutto l’occorrente per scrivere musica quotidiana. “Musica quotidiana” è un termine da me coniato in questo preciso momento per definire canzoni fatte di quelle piccole cose di tutti i giorni che popolano l’esistenza del 90% di noi. L’equivalente sonoro del fumetto “Ghost World”. Istantanee di vita, cioè. E che istantanee… Va detto subito che non c’è un brano sotto la sufficienza in tutto il cd, e questo in una compilation con 18 pezzi è cosa non da poco. Poi è questione di gusti: qualcuno preferirà certe situazioni brumose dove sembra di intravedere Tenco (ma sarà lui?) o altre dove sembra di stare in un college americano svuotatosi per il Giorno del Ringraziamento, o al circo di Todd Browning; ma guai a lasciarsi sfuggire tre gemme preziosissime: la dopata ninna-nanna da stazione orbitante di Monow (feat. Monello), il viaggio scoppiettante del vecchietto di “Straight Story”, che va a trovare (questa volta in motoretta però) su Mt. Zion i Grandaddy, raccontato dagli Slumber; e “Intelli:gente” degli Es.
Immaginate la copertina di “Siberia” dei Diaframma dove non è più inverno ma piena estate. Immaginate i Diaframma stessi sbalzati nel 2002, sotto prozac e orzata: un giro con un groove mostruoso che attende solo il rallentamento finale per stenderci del tutto.
L’indie-rock italiano gode di ottima salute. E’ il pubblico forse che ha dei problemi d’udito.
Questa compila potrebbe essere un’ottima cura. Filate in negozio e cacciate il grano, sbarbi/e!


3 Comments:
sei in malafede.
a quel tempo non vivevi affatto la cosa come un gioco, ma credevi davvero di essere salito su uno scranno da cui pontificare su basi in realtà nulle. Questo revisionismo puzza di pisellino mai lavato dopo la prima sega. ancora una volta ti confermi un perfetto nessuno.
Fallito.
sei in malafede.
a quel tempo non vivevi affatto la cosa come un gioco, ma credevi davvero di essere salito su uno scranno da cui pontificare su basi in realtà nulle. Questo revisionismo puzza di pisellino mai lavato dopo la prima sega. ancora una volta ti confermi un perfetto nessuno.
Fallito.
Una delle più belle rubriche del NTWK. Mi manca.....
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